Catechesi 4 elementare

IL TEMPO PASQUALE

I discepoli di Emmaus e la S. Messa

Un nuovo racconto: il Giardino

 

La locanda di Emmaus come la nostra Messa

Cerchiamo di capire quello che facciamo ogni domenica (o quasi…)

La liturgia eucaristica si chiama MESSA perché si conclude con l’invio (“missio” in latino) dei fedeli nel mondo per compiervi la volontà di Dio

I riti d’ingresso

ACCOGLIENZA

CANTO D’INGRESSO

ATTO PENITENZIALE

L’assemblea si raccoglie, prende forma e si unisce con il canto alla processione del sacerdote che rappresenta il popolo di Dio in cammino verso Cristo. Il celebrante, giunto all’altare, simbolo di Cristo, lo bacia in segno di venerazione.

La Liturgia della Parola

INNO DI  LODE

LITURGIA DELLA PAROLA

CANTO AL VANGELO

LETTURA DEL VANGELO

OMELIA

PREGHIERA  DEI FEDELI

Dio, tramite la voce del lettore, istruisce il suo popolo con la sua Parola.

Le esortazioni finali “Parola di Dio” indicano che Dio stesso ha parlato ai suoi.

Durante la liturgia della Parola ascoltiamo brani sia dall’Antico Testamento che dal Nuovo Testamento, perché non si può capire l’AT se non alla luce del NT e non si può interpretare correttamente il NT se non hai

le fondamenta: è un’unica Parola, la Bibbia.

VANGELO: è Cristo risorto che adesso parla al suo popolo. Nella Parola di Dio si annuncia la divina alleanza, nuova ed eterna, che è riproposta nell’Eucaristia.

Il Vangelo si ascolta in piedi e in profondo silenzio; è letto dal sacerdote (o diacono) perché è Gesù stesso che, rappresentato dal sacerdote, parla.

Ci si segna sulla fronte, sulle labbra e sul cuore per esprimere il desiderio che la Parola pianti solide radici nell’intelligenza e nel cuore e le nostre labbra la proclamino; che sia custodita nella memoria, per parlare e amare come Gesù.

La Liturgia Eucaristica

PRESENTAZIONE DEI DONI

CREDO

ORAZIONE SUI DONI

PREFAZIO

ISTITUZIONE E CONSACRAZIONE

Riti di comunione

Frazione del pane

Padre Nostro

Comunione

Orazione

Benedizione

Si scioglie l’assemblea, perché ognuno ritorni alle sue occupazioni lodando e benedicendo il Signore.

E adesso che sai ogni cosa, ti aspetto a Messa per sperimentare insieme la gioia dell’incontro con Gesù !

Lo stesso giorno (il giorno della Resurrezione)  in cui avevano trovato il sepolcro vuoto, due discepoli si trovavano in camminano verso Emmaus. Discutevano e parlavano di quanto accaduto quando Gesù si avvicinò. Ma non  lo riconobbero.

Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?».

Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose non sai che cosa è accaduto?

(Gesù ) Domandò: «Che cosa?».

Gli risposero che Gesù era stato condannato a morte per crocifissione ma che avevano trovato il sepolcro vuoto.

Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».

E cominciò a parlare a loro.  Giunti a Emmaus, nei pressi di una Locanda, Gesù stava per andarsene quando Cleopa e l’amico lo pregarono di fermarsi con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro.  Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.

Subito i due discepoli  fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone».

Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”

Riflettiamo insieme

I discepoli sono tristi, stanchi, delusi perché Gesù, nel giro di poche ore, era stato arrestato, processato e condannato a morte. Si sentivano soli.

Ed ecco che nel momento in cui tutto sembrava perduto, Gesù va loro incontro. E anche se non lo riconoscono, resta loro accanto.  Non li abbandona. Li accompagna per il loro cammino.

Anche a noi può capitare di essere tristi, stanchi, delusi. Non sempre le cose vanno come vorremmo. Può capitare anche a noi di sentirci come quei discepoli.

Ma se ci guardiamo dentro, se ci guardiamo nel cuore, nell’anima,…scopriremo che Gesù è sempre accanto a noi, anche quando non Lo riconosciamo…..  e allora scopriremo, come hanno fatto i discepoli che con Gesù la tristezza si tramuta in gioia….i discepoli non si sentono più soli, si sentono amati e sentirsi amati è molto più bello e Gesù non smette mai di farlo.

E come hanno fatto i discepoli, anche tu, anche noi siamo chiamati ad annunciare che Gesù è VIVO!

Non è qui, è risorto! – Buona domenica! – Domenica di Pasqua ...

E ora prova ad ascoltare e a cantare con la mamma, il papà “Resta qui con noi”, è una bellissima canzone, è l’invito che i discepoli hanno fatto a Gesù quella sera lontana….cantalo anche tu….Resta qui con noi….

Resta qui con noi, il sole scende già,

Resta qui con noi, Signore è sera ormai.

Resta qui con noi, il sole scende già,

Se tu sei fra noi la notte non verrà.

SETTIMANA SANTA

preghiera per i ragazzi – domenica della palme

DOMENICA DELLE PALME – CELEBRAZIONE IN FAMIGLIA

Scarica la Preghiera dei ragazzi per la V domenica di Quaresima

Vi invito se volete a mandare qualche disegno relativo alla storia raccontata.

Lavoretti dei ragazzi a partire dalle schede proposte in questa pagina “continuiamo la catechesi da casa”

Quarta Settimana di Quaresima

Gv 9, 1-38b

Il cieco nato.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Passando, il Signore Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco».

Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Siloe» – che significa Inviato.

Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?».

Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Siloe e lavati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?».

I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga.  Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».

Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia».

Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla».

Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.

Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».

Parola del Signore.


Zuppa di Pietra

Riflettiamo ancora un po’ sulla Quaresima

in cammino verso e con Gesù

La Quaresima è il periodo che procede la Pasqua e dura 40 giorni. Ha inizio il mercoledì delle Ceneri nel rito romano e la domenica successiva nel rito Ambrosiano e si conclude il Giovedì Santo che apre il Triduo Pasquale. Durante la Quaresima il colore liturgico è il Viola.

 Ricorda :

  • i 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto (Mt 4,1-11)
  • i 40 giorni di Mosè  sulla montagna (Es 34,28)
  • i 40 anni trascorsi dal popolo di Dio nel deserto prima di entrare nella terra promessa (Dt 1,3)

E’ un tempo di CONVERSIONE, cioè un momento in cui siamo chiamati a vivere ancora di più in Comunione con Gesù. Siamo chiamati a rinnovare il nostro BATTESIMO. Un tempo in cui siamo chiamati a gridare con forza che siamo amici di Gesù e che siamo tutti fratelli.

Durante la Quaresima siamo chiamati alla preghiera, al perdono  verso il prossimo e al digiuno, alla carità (piccole rinunce per aiutare il prossimo).

Tre piccole storie  ci insegnano il valore


DELLA PREGHIERA

La Lista della spesa

Una donna infagottata in abiti fuori misura entrò nel negozio di alimentari. Si avvicinò al gestore del negozio e umilmente a voce bassa gli chiese se poteva avere una certa quantità di alimenti a credito. Gli spiegò che suo marito si era ammalato in modo serio e non poteva più lavorare e i loro quattro figli avevano bisogno di cibo. L’uomo sbuffò e le intimò di togliersi dai piedi. Dolorosamente la donna supplicò: “Per favore signore! Le porterò il denaro più in fretta che posso”. Il padrone del negozio ribadì duramente che lui non faceva credito e che lei poteva trovare un’altra negozio nel quartiere. Un cliente che aveva assistito alla scena si avvicinò al padrone e gli chiese di tentare almeno di accontentare la povera donna. Il droghiere con voce riluttante, chiese alla donna: “Hai una lista della spesa?”. Con un filo di speranza nella voce la donna rispose: “ìi, signore”. “Bene”, disse l’uomo, “Metta la sua lista sulla bilancia. Le darò tanta merce quanto pesa la sua lista”. La donna esitò un attimo con la testa china, estrasse dalla borsa un pezzo di carta e scarabocchiò qualcosa in fretta, poi posò il foglietto con cautela su un piatto della bilancia, sempre a testa bassa. “Gli occhi del droghiere e del cliente si dilatarono per la meraviglia quando videro il piatto della bilancia abbassarsi di colpo e rimanere abbassato. Il droghiere fissando la bilancia, brontolò: “E’ incredibile!”. Il cliente sorrise e il droghiere cominciò a mettere sacchetti di alimenti sull’altro piatto della bilancia. Sbatteva sul piatto scatole e lattine, ma la bilancia non si muoveva. Così continuò e continuò, con una smorfia di disgusto sempre più marcata. Alla fine afferrò il foglietto di carta e lo fissò, livido e confuso. Non era una lista della spesa. Era una preghiera: “Mio Dio, tu conosci la mia situazione e sai ciò di cui ho bisogno: metto tutto nelle tue mani”. Il droghiere consegnò alla donna tutto ciò che le serviva, in un silenzio imbarazzato. La donna ringraziò e lasciò il negozio.

Solo Dio conosce il peso della preghiera.


DEL PERDONO

La memoria di Dio

Una donna riteneva che Dio le apparisse in visione. Andò quindi a consigliarsi dal proprio vescovo. Il buon presule le fece la seguente raccomandazione: «Cara signora, lei forse sta credendo a delle illusioni. Deve capire che in qualità di vescovo della Diocesi sono io che posso decidere se le sue visioni sono vere o false». «Certo, Eccellenza». «Questa è una mia responsabilità, un mio dovere». «Perfetto, Eccellenza». «Allora, cara signora, faccia quello che le ordino». «Lo farò, Eccellenza». «La prossima volta in cui Dio le apparirà, come lei sostiene, lo sottoponga a una prova per sapere se è realmente Dio».

«D’accordo, Eccellenza. Ma qual è la prova?». «Dica a Dio: “Rivelami, per favore, i peccati personali e privati del signor vescovo”. Se è davvero Dio ad apparirle, costui le rivelerà i miei peccati. Poi, torni qui e mi racconti cosa avrà risposto; a me, e a nessun altro. D’accordo?». «Farò proprio così, Eccellenza». Un mese dopo, la signora chiese di essere ricevuta dal vescovo, che le domandò: «Le è apparso di nuovo Dio?». «Credo di sì, Eccellenza». «Gli ha chiesto quello che le ho ordinato?». «Certo, Eccellenza!». «E cosa le ha risposto Dio?». «Mi ha detto: “Di’ al vescovo che i suoi peccati io li ho dimenticati”».

«Dio è più grande del nostro cuore» (1 Giovanni 3,20).


DELLA CARITA’

Il pacchetto di biscotti

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.

Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sé pensò: “Ma tu guarda, se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno…”.

Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!”.

L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà! “Ah!, questo è troppo”; pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.

Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri.

Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.

Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quel uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.

Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, guarda attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!

Prova a fare un disegno o una riflessione sulla storia che ti piaciuta di più e le pubblicheremo…


Terza Settimana di Quaresima

Preghiera dei ragazzi per la II domenica di quaresima

In questa terza settimana di Quaresima, ancora segnata dall’impossibilità di trovarci insieme a celebrare la Messa domenicale, vorremmo proporvi un momento di riflessione sul Vangelo di questa domenica, un gioco e due attività molto semplici (una laboratoriale e l’altra di ascolto):

Il Vangelo della

III Domenica di Quaresima

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

Gv 8, 31-59

Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio»

Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».

Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».

Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Abramo
Tenendo premuto il tasto destro sulla figura di Abramo si può scaricare per stamparla e colorarla

Breve commento al Vangelo

In questo brano di Vangelo sembra che la domanda principale sia: “Chi può pretendere di essere figlio di Dio?”

I capi del popolo d’Israele del tempo di Gesù dicevano che loro in quanto discendenza di Abramo potevano definirsi figli di Dio perché eredi della promessa fatta da Dio ad Abramo (“avrai una discendenza numerosa come le stelle de cielo e come la sabbia del mare”). 

Gesù però fa loro notare che per avere Abramo per padre e attraverso lui Dio non è sufficiente appartenere al popolo d’Israele occorre anche compier le opere di Abramo. E loro non le compiono perché vogliono ucciderlo e non riconoscono in lui l’amore di Dio che si fa prossimo ad ogni uomo.

La vera discendenza di Abramo sono le persone che accolgono Gesù come Messia, cioè come il Figlio unigenito di Dio e restano nel suo amore (i discepoli). Così si compiono le opere di Abramo e anche quelle di Dio: rimanendo nel suo amore (amando come lui ama).

I capi del popolo lo insultano e lo accusano dicendo che è un Samaritano e che è indemoniato. Lui si difende solo dalla seconda accusa perché non ritiene la prima né un’accusa né un insulto. 

Chi rimane nell’amore di Gesù e di Dio è suo discepolo e conosce la verità (impara a guardare con gli occhi di Dio) è diventa libero (non rimane nel peccato).


Enigmistica con Abramo…
Tenendo premuto il tasto destro sulla figura del gioco si può scaricarlo per stamparlo

Vi invitiamo a realizzare anche voi questo piccolo lavoretto – che una delle vostre catechiste vi mostra – per cui bastano solo un foglio di carta e dei colori e poi ad inviarcelo per foto per poterlo pubblicare sul sito, come abbiamo fatto per la “pecorella smarrita” di settimana scorsa.

Anche lei vi accompagna con il racconto di una bellissima storia di Bruno Ferrero:

Racconto: il cerchio della gioia

Seconda settimana di Quaresima

Cari ragazzi, ci dispiace tanto non potervi incontrare di persona, come al solito. Possiamo però continuare il nostro percorso verso l’incontro con Gesù nel sacramento della Riconciliazione anche attraverso l’aiuto dei vostri genitori.

Lasciati abbracciare da Gesù

scarica la scheda

Com’è bello sentirsi perdonati, venire accolti con un abbraccio dalla mamma e dal papà dopo aver combinato qualche guaio o ho detto qualche bugia……e sapete ?…capita a tutti proprio a tutti di sbagliare… e tutti proprio tutti abbiamo bisogno di essere perdonati ……perché essere perdonati significa essere AMATI.
E’ quello che avviene nel SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE……veniamo perdonati perché siamo amati….

Il perdono è un dono speciale che non possiamo e non dobbiamo tenere nascosto perché anche noi siamo chiamati a perdonare il nostro prossimo come Gesù ha fatto con noi.

Molte volte Gesù ha detto “ TI SONO RIMESSI I TUOI PECCATI, VA’ IN PACE”

Gesù perdona i peccati e cambia il cuore di chi si rivolge a Lui. Non fa differenze….accoglie tutti.

Il Sacramento della Riconciliazione è stato istituito da Gesù Risorto nella sera di Pasqua quando, apparso ai suoi apostoli, ha donato loro lo Spirito Santo, dicendo “RICEVERETE LO SPIRITO SANTO; A CHI RIMETTERETE I PECCATI SARANNO RIMESSI”

E se a noi capita di sbagliare, cosa dobbiamo fare per tornare ad essere amici del Padre? Dobbiamo aprire il nostro cuore  a Gesù, dimostrandoci sinceramente pentiti. E come possiamo dimostrarci sinceramente pentiti? Prima della Confessione è bene fermarci un pochino in silenzio a riflettere; hai mai sentito parlare dell’Esame di coscienza……….Esame??? ….UNA  parola che mette  un pochino di timore……ma non devi aver paura……..è un momento prezioso e importante che aiuta a guardare nel profondo del nostro cuore e a capire cosa c’è che non va….

Quando ti troverai davanti a don Renato o a don Giovanni o a don Paolo, dopo aver fatto il segno della croce, racconta quanto hai nel cuore e affidati a Gesù.

Ricorda che i sacerdoti sono gli strumenti dell’amore di Dio e possono perdonare i peccati “ nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo”.

Don Renato, don Giovanni e don Paolo ti aiuteranno a comprendere l’amore che il Signore ha per te, ti daranno qualche consiglio per essere ancora più amico di Gesù………e, vedrai che dopo esserti confessato, sentirai il tuo cuore più leggero….

…..il tuo cammino è ancora lungo e pieno di persone e cose meravigliose….ma non dimenticare mai … DI LASCIARTI ABBRACCIARE DA GESU’…..

E ora proviamo a giocare insieme

Quale parabola ti ricordano queste immagini?______________________________

Chi è che si è smarrita?_______________________________________________________

Chi va a cercarla?____________________________________________________________

Chi rappresenta il Pastore?__________________________________________________

E chi rappresenta la pecorella?______________________________________________

Laboratorio di creatività: la Pecorella

Per realizzare una pecorella, ti occorrono:

-2 mollette

– cotton fiocc circa n.30

– cartoncino bianco o avorio per il corpo e per la testa

– colla

– pennarelli

….e tanto divertimento e fantasia

Buon lavoro!!!!

E quando avete terminato manda una foto del lavoretto e la pubblicheremo sul sito

In un’altra giornata

cominciamo con il segno della Croce poi guardiamo questa immagine:

Scarica la scheda

La prima cosa che ci salta all’occhio è proprio una grande bussola, con al centro Gesù che ci sorride.

La bussola serve per orientarsi quando si esplora un nuovo territorio e noi stiamo partendo all’esplorazione della nostra vita. Verso quale direzione ci muoviamo?

Gesù è al centro perché è il centro.

Quando noi ci prepariamo per la confessione non è che dobbiamo preparare l’elenco della spesa dei peccati. Ma quali saranno ‘sti peccati, esattamente? Un po’ l’idea ce l’abbiamo, perché quando commettiamo qualcosa che non va, sentiamo nel nostro cuore una vocina che ci dice che non va bene. Vero?

Ma se noi leggiamo il Vangelo, la Parola di Dio, possiamo confrontare i nostri atteggiamenti con quelli di Gesù e scoprire se siamo stati capaci di somigliarGli o se invece … mica tanto!

Allora, come si fa ad assomigliare a Gesù?

Abbiamo la nostra bussola: ecco, al NORD ci sono io. Fa freddo, devo stare in casa. Cioè? Cioè, questo è il punto della riflessione, del cercare nel mio cuore le mancanze d’amore che mi hanno portato lontano da Gesù.

All’ EST c’è il Signore, il nostro riferimento, la Luce che ci guida. E’ il punto al quale guardare costantemente, leggendo la sua Parola, il Vangelo.

Al SUD ci sono gli altri, tutta l’umanità, i nostri fratelli, quelli coi quali camminiamo verso Gesù e che dobbiamo cercare di amare come Lui ha amato noi.

Ad OVEST abbiamo il mondo, il creato, la natura. Tutto questo ci è stato affidato da Dio quando ha creato il mondo ed è nostro dovere averne cura.

Ripensiamo ora le nostre azioni con l’aiuto della bussola e ci renderemo subito conto dei momenti in cui ci siamo allontanati da Gesù.

Ricordiamo la festa che ha fatto il Padre Misericordioso al suo figlio minore quando è tornato a casa. Ne abbiamo parlato tanto! Quel padre è Dio, quando ci vede tornare a Lui a chiedere scusa degli errori che abbiamo fatto. E’ felice con noi perché ci ama tanto e desidera far festa perché siamo stati capaci di tornare, anche se con un po’ di paura per come ci avrebbe accolti … vi ricordate che ce lo siamo chiesti quando cercavamo di capire cosa aveva nel cuore il figlio che tornava a casa? Al massimo, sperava di essere trattato da servo!

Quindi, anche se noi siamo timorosi di come ci accoglierà Dio al momento della confessione, non abbiamo paura, perché lui ci ama davvero tanto!

Allora, domenica prossima facciamo festa anche noi, in famiglia. Con gioia, dopo aver seguito la Messa in televisione, aiutiamo mamma e papà a cucinare, apparecchiamo la tavola per benino e stiamo insieme in allegria. Magari anche con un gioco da fare tutti insieme, dopo pranzo. Proviamo anche noi la gioia del Padre al ritorno di suo figlio!

Poi mandateci una foto (o un pensiero) di questa festa sul sito della parrocchia e noi le pubblicheremo.