Adulti: Il Cammino di Paolo, domenica insieme

CATECHESI ADULTI (TENUTA DA DON RENATO IN MATER AMABILIS): IL CAMMINO DI PAOLO

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La conversione di Paolo (At 26, 9-18)

domenica 8 settembre 2019 ore 18,00 nel salone di Mater Amabilis

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La Passione di Paolo (2Tm 4, 9-18)

domenica 13 ottobre 2019 ore 18,00 nel salone di Mater Amabilis

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La trasfigurazione di Paolo (2Cor 4, 8-10)

domenica 10 novembre 2019 ore 18,00 nel salone di Mater Amabilis

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Ritiro spirituale 

Il mistero della Chiesa (Ef 5, 1-33) e L’amore per la comunità (2Cor 3, 1-3)

Sabato 7 e domenica 8 dicembre c/o Villa Immacolata – Pallanza (VB)

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Sofferenze e consolazioni (2Cor 1, 1-11)

domenica 12 gennaio 2020 ore 18,00 nel salone di Mater Amabilis

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Il mistero dell’iniquità (2Ts 2, 1-12)

domenica 9 febbraio 2020 ore 18,00 nel salone di Mater Amabilis

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In quaresima il cammino di catechesi è sostituito dagli incontri del tempo proprio: Quaresima 2020

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La Parola della Croce (1Cor 1, 17-2, 5)

domenica 10 maggio 2020 ore 18,00 nel salone di Mater Amabilis

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Il mistero della riconciliazione (2Cor 5, 18-20)

domenica 14 giugno 2020 ore 18,00 nel salone di Mater Amabilis

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Il metodo del ponte a otto pilastri per leggere la Sacra Scrittura

[Un metodo assai proficuo per leggere la Parola di Dio è quello della lectio divina che il Cardinal Carlo Maria Martini, proponeva di articolare in otto pilastri: lectio, meditatio, contemplatio, oratio, discretio, deliberatio ed actio.]

  1. La lectio consiste nel leggere e rileggere un brano biblico mettendone in rilievo gli elementi portanti, il dinamismo, la struttura, i personaggi, le azioni, la qualità delle azioni, il contesto prossimo e remoto, i testi affini.

È quindi un lavoro ampio che ha lo scopo di rispondere ad una semplice domanda: che cosa dice il brano? Molte volte ho notato, anche nella predicazione e nell’omiletica, che si parte da una pagina della Scrittura ritenendola ovvia per esprimere qualche pensiero su di essa, saltando l’interrogativo fondamentale e assolutamente inevitabile: che cosa dice?

Esaminato così un testo che magari ho letto ed ho ascoltato centinaia di volte, appare come nuovo.

Perciò raccomando di leggere il testo con la penna in mano, cominciando a sottolineare [magari con segni o colori diversi] i soggetti, le azioni, i sentimenti, le qualità. Io vorrei che ogni cristiano imparasse l’esercizio della lectio, ogni giovane a partire dai dodici anni; è il primo gradino molto importante.

  1. La meditatio è il secondo gradino e consiste nel ricercare i valori permanenti o i messaggi del testo. Risponde alla domanda: che cosa ci dice il testo? Quali valori permanenti porta avanti nella storia?
  2. Alla meditatio segue un passaggio delicatissimo: all’attività umana – certamente guidata dalla grazia se si vuole raggiungere la preghiera – si sostituisce gradualmente l’azione di Dio. È il momento della contemplatio, momento nel quale ci mettiamo di fronte al mistero da cui è nato il brano biblico, al mistero di Amore, al mistero di Cristo e dello Spirito diffuso ed operante nella storia. Allora il brano parla a me, per me non è più soltanto un veicolo di messaggi generali.
  3. L’oratio è il quarto gradino, dove cominciamo a dialogare con il signore Gesù, partendo dal testo, mediante la lode, il rendimento di grazie, la domanda. Viene alla mente la semplicissima definizione di santa Teresa d’Avila: «L’orazione non è altro che l’intimo rapporto di amicizia, un intrattenimento con colui dal quale sappiamo di essere amati». Ma solo a questo punto il colloquio con Gesù entra in movimento.
  1. Dalla oratio nasce la consolatio, termine che richiederebbe una spiegazione. […] Si sperimenta nel cuore gioia e affinità con gli atteggiamenti evangelici proposti dal messaggio del testo, si avverte il tocco di Dio.
  2. Il gradino successivo è quello della discretio o discernimento. Consiste nel cogliere con chiarezza la differenza tra valori e disvalori, valori evangelici e contraffazioni. Qui il tocco di Dio è più forte, il momento mistico prevale.
  3. E la discretio sfocia nella deliberatio, nella scelta di azioni e di stili di vita pienamente conformi al Vangelo.
  4. L’ultimo gradino è l’actio: si compie concretamente un’azione che cambia il cuore, converte la vita.

Non so se sono riuscito ad esprimere quello che chiamo il ponte, un ponte fondato su otto pilastri, che conduce a poco a poco dall’analisi del testo alla trasformazione della vita.

C’è però un proverbio che vale al caso nostro: «Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare». In altre parole: ci si può accontentare di una lettura del testo che produce qualche soddisfazione intellettuale, ma che non converte, non cambia la vita. A me tuttavia interessa, nella pratica, un metodo che mi cambi dentro, il metodo appunto del ponte dagli otto pilastri.

 Tratto da: Carlo Maria Martini, La pratica del testo biblico, Piemme, 2000, p 9-10